Il geometra Giuseppe Balzano rilancia il progetto di un Centro sportivo comunale polifunzionale: un intervento green e modulare, aperto alla collaborazione tra istituzioni e capitali privati, pensato come modello replicabile per le città italiane.
Il progetto della Torraccia supera l’idea tradizionale dell’impianto utilizzato soltanto nei giorni di gara. Nella visione del geometra Giuseppe Balzano, il nuovo Centro sportivo comunale può diventare un’infrastruttura aperta a più discipline e generazioni, sostenuta da un rapporto strutturato fra interesse pubblico e capitali privati.
Una proposta costruita intorno a competenze reali
L’iniziativa nacque da Fabio Pierleoni, con lo Studio Balzano nel ruolo di capofila tecnico. Attorno alla proposta è stato organizzato un gruppo composto da progettisti, imprese di costruzione, specialisti ambientali e consulenti chiamati ad affrontare un’opera complessa sotto ogni profilo: urbanistico, architettonico, finanziario e gestionale.
Non una sola immagine evocativa, dunque, ma professionalità già individuate e in grado di trasformare un concept in un piano concretamente realizzabile.
Geometra Balzano, qual è l’idea alla base del progetto?
Giuseppe Balzano. «Dotare Pesaro di un Centro sportivo comunale moderno, sostenibile e capace di vivere tutto l’anno. Lo stadio della Vis resta il cuore del sistema, ma il masterplan comprende sport indoor e outdoor, eventi, spazi pubblici e attività per giovani, famiglie e associazioni. Non immaginiamo un luogo acceso solo durante le partite.»
Perché non parlare semplicemente di nuovo stadio?
Giuseppe Balzano. «Perché la parola stadio non restituisce la dimensione reale della proposta. Accanto al calcio sono previsti un mini palazzetto da circa 700 posti, padel, climbing e tiro con l’arco, palestra, centro fisiabilitativo, piazza pedonale per eventi, ristorazione, servizi di vicinato, mercatini e street food. È un luogo pensato anche per chi non segue il calcio.»

Quale ruolo ha la rigenerazione urbana?
Giuseppe Balzano. «È uno dei temi centrali. Non basta costruire nuove tribune: occorre valutare gli effetti sul quartiere, sugli spazi pubblici, sull’economia locale e sulla qualità dei servizi. Il Centro sportivo può diventare un motore di attività quotidiane, lavoro e attrattività, mettendo allo stesso tavolo amministrazione e promotori.»
A chi si rivolge concretamente il Centro sportivo?
Giuseppe Balzano. «Alle società sportive, alle scuole, alle famiglie, alle associazioni e a chi cerca spazi per allenarsi, incontrarsi o partecipare a un evento. La pluralità delle funzioni è ciò che permette al complesso di avere una vita quotidiana, non limitata al calendario calcistico.»
Come si evita il rischio di una struttura sottoutilizzata?
Giuseppe Balzano. «Attraverso un programma gestionale coerente e funzioni complementari vere. Gli spazi sotto-tribuna, il palazzetto, le attività sportive, la piazza e i servizi devono essere coordinati per produrre presenze durante la settimana. La sostenibilità nasce dall’uso continuativo.»
Perché la Torraccia viene ritenuta strategica?
Giuseppe Balzano. «È un’area con una forte vocazione sportiva e può dialogare con le infrastrutture già presenti. Campo e tribune diventano il cuore di un sistema inte- grato con discipline diverse, viabilità, parcheggi, piazze e servizi utilizzabili ogni giorno. La localizzazione consente inoltre di programmare per fasi la crescita del complesso.»
Esiste un interesse concreto da parte degli imprenditori?
Giuseppe Balzano. «Diversi imprenditori hanno mani- festato interesse a valutare il finanziamento dell’opera. È un segnale importante: il progetto viene considerato potenzialmente sostenibile e capace di produrre ricadute economiche. Serviranno piano economico-finanziario, garanzie e verifiche, ma la disponibilità preliminare di capitali privati è un’opportunità da approfondire.»
Si può parlare di un’opera a costo zero per il Comune?
Giuseppe Balzano. «È più corretto parlare di un forte coinvolgimento di capitali privati. Concessioni, gestione, opere collegate e responsabilità dovranno essere definite con precisione. L’obiettivo è ridurre il più possibile l’impegno diretto delle casse comunali, mantenendo centrale l’interesse collettivo. Trasparenza e chiarezza contrattuale sono indispensabili.»
Quali sono i numeri principali del masterplan?
Giuseppe Balzano. «La proposta prevede uno sviluppo modulare in due fasi e una capienza indicativa nell’ordine dei 12.000 spettatori. Negli spazi sotto-tribuna trovano posto funzioni essenziali, attività di vicinato, food & beverage, palestra e centro fisiabilitativo. Il complesso comprende anche palazzetto, padel, arrampicata, piazze, aree per eventi e accessi separati.»
Può diventare un modello per altri Comuni?
Giuseppe Balzano. «Sì. Molti Comuni devono rilancia- re impianti sportivi datati ma non dispongono, da soli, delle risorse necessarie. Qui il pubblico mantiene indirizzo, controllo e tutela dell’interesse collettivo; i privati portano competenze, organizzazione finanziaria. È un modello replicabile, purché governato con regole chiare.»
Perché lo sviluppo è previsto in due fasi?
Giuseppe Balzano. «La modularità consente di avviare le funzioni principali e completare successivamente le ulteriori tribune e attività, seguendo domanda, sostenibilità economica e obiettivi sportivi. È un modo per ridurre il rischio e rendere ogni passaggio verificabile.»
Quali ricadute economiche si possono immaginare?
Giuseppe Balzano. «Cantieri, gestione, manutenzione, eventi, ristorazione, servizi e accoglienza possono generare lavoro e opportunità per operatori locali. Il valore non si misura soltanto nei giorni di gara, ma nella capacità di attivare un indotto continuativo.»
Quanto conta la sostenibilità ambientale?
Giuseppe Balzano. «È un elemento identitario. Abbiamo immaginato l’impiego di materiali naturali come legno e canapa, efficienza energetica, gestione del verde e inserimento paesaggistico. Pesaro potrebbe realizzare un Centro sportivo riconoscibile a livello nazionale ed europeo per la capacità di unire discipline, architettura, servizi e sostenibilità.»
Quale contributo offre MGSAdvisor?
Giuseppe Balzano. «MGSAdvisor ha trovato a Pesaro partner capaci di leggere l’opportunità e veicolarla nei modi adeguati. Un intervento di questa portata richiede progettazione, strategia finanziaria e immobiliare, analisi del mercato e capacità di mettere in relazione promotori, investitori e istituzioni.»
Quale rapporto auspicate con l’amministrazione?
Giuseppe Balzano. «Il Comune è l’interlocutore indispensabile. Non cerchiamo una contrapposizione, ma una valutazione nel merito: tavolo tecnico, verifiche urbanistiche, analisi dei costi e della viabilità e una procedura trasparente. Il pubblico tutela l’interesse generale; i privati possono mettere a disposizione competenze, capitali e capacità realizzativa.»
Il progetto è in contrapposizione con il Benelli?
Giuseppe Balzano. «Il Benelli rappresenta la storia sportiva della città e merita rispetto. La scelta deve però considerare le necessità dei prossimi decenni. Alla Torraccia si possono progettare insieme calcio, sport indoor e outdoor, servizi, parcheggi e spazi pubblici. Il trasferimento delle principali attività potrebbe inoltre aprire una riflessione sulla rigenerazione del quartiere Pantano.»
La proposta è già stata formalmente trasmessa?
Giuseppe Balzano. «Sì. Il progetto e i successivi approfondimenti sono stati protocollati il 27 giugno 2025, il 29 e il 31 ottobre 2025 e, da ultimo, il 27 giugno 2026. A oggi non abbiamo ricevuto un riscontro formale. Dopo questi passaggi riteniamo naturale auspicare l’apertura di un primo confronto tecnico e istituzionale.»
Qual è il prossimo passo?
Giuseppe Balzano. «Presentare compiutamente il masterplan, il modello di sviluppo e l’interesse degli investitori. Il progetto non chiede scorciatoie: chiede di essere valutato con serietà, attraverso dati, procedure trasparenti e un confronto aperto con la città.»
Che cosa chiedete oggi all’amministrazione?
Giuseppe Balzano. «Un incontro operativo nel quale illustrare la proposta, ricevere osservazioni e comprende- re quali approfondimenti siano necessari. Dopo quattro trasmissioni formali riteniamo utile passare dalla corrispondenza a un confronto tecnico diretto, senza polemiche e con spirito collaborativo.»
Quale beneficio può derivarne per Pantano?
Giuseppe Balzano. «Una scelta sulla Torraccia può aprire parallelamente un ragionamento serio sul Benelli e sul quartiere, evitando interventi episodici. La rigenerazione deve produrre qualità urbana e spazi pubblici.»
Intervista a cura di SpeeD
