Ultimo aggiornamento: marzo 2026 – Tutto sul Sismabonus (Bonus Antisismico): aliquote, interventi di adeguamento e miglioramento sismico, zone sismiche ammesse, classificazione del rischio, documentazione tecnica e come accedere alla detrazione.
Cos’è il Sismabonus (Bonus Antisismico)
Il Sismabonus, conosciuto anche come Bonus Antisismico, è la detrazione fiscale dedicata agli interventi di messa in sicurezza sismica degli edifici, disciplinata dall’articolo 16 del Decreto Legge 63/2013.
Il suo obiettivo è incentivare i proprietari di immobili a ridurre la vulnerabilità sismica del patrimonio edilizio italiano, in un Paese dove oltre il 70% degli edifici residenziali è stato costruito prima dell’entrata in vigore delle normative antisismiche.
Aliquote e massimali Sismabonus 2026
Nel 2026 il Sismabonus prevede una detrazione del 50% per l’abitazione principale e del 36% per gli altri immobili, con un massimale di spesa di 96.000 € per unità immobiliare.
La detrazione è ripartita in 10 rate annuali. A differenza degli anni precedenti, non sono più previste premialità aggiuntive per il passaggio a una o due classi di rischio sismico inferiori. L’aliquota è unica e non dipende dal risultato ottenuto.
Zone sismiche ammesse al Bonus Antisismico
Il Sismabonus è accessibile per gli edifici situati nelle zone sismiche 1, 2 e 3, che coprono la grande maggioranza del territorio italiano. La zona 4 (sismicità molto bassa) è esclusa.
| Zona sismica | Livello di pericolosità | Aree principali |
|---|---|---|
| Zona 1 | Elevata | Calabria, Sicilia orientale, Friuli, Campania, Irpinia |
| Zona 2 | Media | Marche, Abruzzo, Umbria, Emilia-Romagna, Molise, Puglia nord |
| Zona 3 | Bassa | Lombardia, Veneto, Piemonte, Toscana, Lazio, Sardegna orientale |
| Zona 4 | Molto bassa | Sardegna occidentale, alcune aree alpine (esclusa dal Sismabonus) |
Le province di Pesaro-Urbino e Rimini sono classificate in zona sismica 2 (pericolosità media). Questo rende il Sismabonus particolarmente rilevante per chi possiede immobili nella zona di Pesaro, Fano, Urbino e Rimini, soprattutto edifici costruiti prima degli anni ’80 che non rispettano le attuali normative antisismiche NTC 2018.
Interventi ammessi al Sismabonus
Gli interventi agevolabili con il Sismabonus comprendon:
- interventi di adeguamento sismico (per raggiungere il livello di sicurezza previsto dalla normativa vigente)
- interventi di miglioramento sismico (per aumentare la sicurezza strutturale senza necessariamente raggiungere i livelli della normativa attuale)
- rinforzo delle fondazioni
- consolidamento di pilastri
- travi e solai
- cerchiature e controventamenti
- interventi sulle murature portanti
- installazione di giunti sismici
- demolizione e ricostruzione con adeguamento sismico
- classificazione del rischio sismico dell’edificio.
Riepilogo interventi: cosa è detraibile con il Sismabonus e cosa no
| Intervento | Detraibile? | Note |
|---|---|---|
| Adeguamento sismico completo | Sì, 50% prima casa | Per raggiungere lo standard NTC 2018 |
| Miglioramento sismico parziale | Sì, 50% prima casa | Aumento della sicurezza senza adeguamento totale |
| Rinforzo fondazioni | Sì | Micropali, sottofondazioni, consolidamento |
| Consolidamento pilastri e travi | Sì | Rinforzo con FRP, incamiciatura, piattabande |
| Cerchiature e controventamenti | Sì | Strutture in acciaio o c.a. |
| Interventi su murature portanti | Sì | Iniezioni, intonaco armato, cuciture |
| Installazione giunti sismici | Sì | Separazione strutturale tra corpi di fabbrica |
| Demolizione e ricostruzione | Sì | Con adeguamento sismico, stessa volumetria |
| Classificazione rischio sismico | Sì | Relazione tecnica ante/post intervento |
| Manutenzione ordinaria non strutturale | No | Tinteggiatura, pavimenti, finiture non strutturali |
| Interventi in zona sismica 4 | No | Esclusa dal Sismabonus |
| Nuove costruzioni | No | Solo edifici esistenti |
Classificazione del rischio sismico
Il DM 58/2017 ha introdotto le linee guida per la classificazione del rischio sismico degli edifici, con classi da A+ (rischio minimo) a G (rischio massimo).
La classificazione è effettuata da un professionista abilitato (ingegnere o architetto) e richiede un’analisi strutturale dell’edificio. La relazione deve essere allegata alla pratica edilizia prima dell’inizio dei lavori.
| Classe di rischio | Livello di sicurezza | Tipologia edificio tipica |
|---|---|---|
| A+ | Massimo | Edificio nuovo con isolamento sismico |
| A | Molto alto | Edificio nuovo conforme NTC 2018 |
| B | Alto | Edificio recente con buona struttura |
| C | Medio-alto | Edificio ristrutturato con interventi strutturali |
| D | Medio | Edificio anni ’90 in c.a. senza adeguamento |
| E | Medio-basso | Edificio anni ’70-’80 in c.a. o muratura |
| F | Basso | Edificio anni ’60 in muratura non rinforzata |
| G | Molto basso | Edificio storico o rurale senza interventi |
La maggior parte degli edifici residenziali costruiti prima degli anni ’80 nelle province di Pesaro-Urbino e Rimini si colloca nelle classi E, F o G. Un intervento di miglioramento sismico può far salire di 1-3 classi, aumentando sia la sicurezza che il valore di mercato dell’immobile.
Costi indicativi per interventi antisismici nella zona di Pesaro, Fano e Rimini
| Intervento | Costo indicativo | Detrazione 50% | Costo netto |
|---|---|---|---|
| Classificazione rischio sismico (relazione tecnica) | 2.000 – 5.000 € | 1.000 – 2.500 € | 1.000 – 2.500 € |
| Miglioramento sismico appartamento in condominio (quota millesimale) | 8.000 – 20.000 € | 4.000 – 10.000 € | 4.000 – 10.000 € |
| Miglioramento sismico villetta singola | 25.000 – 60.000 € | 12.500 – 30.000 € | 12.500 – 30.000 € |
| Adeguamento sismico villetta singola | 40.000 – 90.000 € | 20.000 – 45.000 € | 20.000 – 45.000 € |
| Rinforzo fondazioni (micropali) | 15.000 – 35.000 € | 7.500 – 17.500 € | 7.500 – 17.500 € |
| Cerchiatura aperture in muratura portante | 1.500 – 4.000 € per apertura | 750 – 2.000 € | 750 – 2.000 € |
I costi sono indicativi e riferiti al mercato delle province di Pesaro-Urbino e Rimini. Variano in base alla tipologia costruttiva, allo stato dell’edificio e alla complessità dell’intervento. Il massimale detraibile è di 96.000 € per unità immobiliare.
La sicurezza sismica della tua casa è una priorità?
Lo studio Balzano Consulting Group coordina gli interventi strutturali e la documentazione completa per il Sismabonus nelle province di Pesaro-Urbino e Rimini.
Il Geometra Giuseppe Balzano e il suo team, con oltre 25 anni di esperienza in ambito edilizio e strutturale, ti seguono dalla classificazione del rischio sismico alla progettazione degli interventi, dalla gestione delle pratiche edilizie alla certificazione finale.
Chiamaci al 0721 201499 oppure scrivici a info@geometrabalzano.it per una consulenza personalizzata.
Le nostre sedi: Pesaro (Borgo S. Maria) – Pesaro Centro – Fano – Rimini
Domande frequenti sul Bonus Antisismico 2026
Sì, gli interventi sulle parti comuni condominiali sono ammessi. La detrazione spetta a ciascun condomino in base alla quota millesimale.
Sì, la classificazione del rischio sismico ante e post intervento è obbligatoria e va effettuata da un tecnico abilitato. Va allegata alla pratica edilizia prima dell’inizio dei lavori.
Sì, ma il massimale di 96.000 € è unico e condiviso tra i due bonus. Non si sommano.
Assolutamente sì, soprattutto per edifici costruiti prima degli anni ’80 che non rispettano le attuali normative antisismiche NTC 2018. Un intervento di miglioramento sismico aumenta la sicurezza, il valore dell’immobile e la classe di rischio. Nella zona sismica 2, dove ricadono tutte le province di Pesaro-Urbino e Rimini, il rischio è concreto e l’investimento in sicurezza strutturale è tra i più importanti che si possano fare.
Sì, sono denominazioni diverse per la stessa agevolazione: la detrazione per interventi di messa in sicurezza sismica prevista dall’art. 16 del DL 63/2013.
Sì, è possibile eseguire contemporaneamente interventi antisismici (Sismabonus) e interventi di efficienza energetica (Ecobonus o Bonus Ristrutturazione), ciascuno con il proprio massimale. Ad esempio, puoi rinforzare le strutture e installare il cappotto termico nello stesso cantiere, ottimizzando tempi e costi. Questa combinazione è particolarmente efficace sugli edifici degli anni ’60-’80, molto diffusi nelle province di Pesaro-Urbino e Rimini, che necessitano sia di miglioramento strutturale che energetico.